Le Officine del Racconto, 8 luglio (Milano) – Scrivere un romanzo: dentro le officine degli scrittori

La lezione di Milano dell’8 luglio presso l’Humaniter è destinata a tutti coloro che vogliono conoscere come gli scrittori costruiscono i loro romanzi, imparare la tecnica di base di costruzione narrativa e utilizzare alcuni metodi per creare efficaci descrizioni, dialoghi, ambientazioni e personaggi.

Dall’analisi dei grandi maestri della scrittura si arriverà, attraverso semplici esempi e ipotesi di lavoro, al procedimento che determina la costruzione romanzesca.

 

Nel corso della lezione verranno presentati testi didattici e analisi critiche di Georges Simenon, Gabriel Garcia Marquez, Philip Roth, Isabel Allende, Virginia Woolf, Don DeLillo, e molti altri.

La narrazione
Storia e narrazione
Le regole del romanzo
Le regole della narrazione
Romanzo e narrazione
La regole aristotelica: Pietà, paura e catarsi.
Il modello emotivo
La tensione narrativa

Le descrizioni
I luoghi e il cambiamento
I luoghi e la nostalgia
Le ambientazioni
Il linguaggio del corpo
Sentimenti e astrazioni: come descriverli
I movimenti
I gesti e i dettagli
L’arte narrativa e la realtà
Come funzionano le descrizioni

I dialoghi
Fare scena muta
Parlare forte
Il non detto
Dialoghi: parlarsi addosso
I monologhi
L’arte della conversazione
Essere un dialoghista

Laboratorio
La descrizione della realtà

Titolo del corso: Scrivere un romanzo
Luogo: Fondazione Società Umanitaria, via Francesco Daverio 7 (ingresso via San Barnaba 48) – Milano.
Durata: 10.45  – 16.45
Costo:  50 euro
Docente: Francesco Izzo

 

Per informazioni e prenotazioni potete contattare la nostra segreteria organizzativa all’indirizzo email: leofficinedelracconto@gmail.com.

Oppure contattare direttamente Francesco Izzo, direttore didattico e docente dei corsi, all’indirizzo email: corsidiscritturacreativa@gmail.com o al numero di telefono 3483235264.

Le Officine del Racconto (Milano), 24 giugno – Comizi d’amore: corso intensivo di scrittura poetica

Scopo del corso di Milano del 24 giugno è stimolare gli iscritti a esprimere o perfezionare la loro scrittura in versi; un programma completo che propone argomenti, nozioni, strumenti e esercitazioni per favorire l’elaborazione di uno stile poetico personale e approfondire le conoscenze in questo campo. Le migliori poesie del laboratorio verranno pubblicate sulla pagina de “Il Mestiere di Scrivere“, che conta più di 450mila seguaci.

Nel corso della lezione verranno presentati commenti critici e didattici di Mario Luzi, Rainer Maria Rilke, Julio Cortàzar, Pablo Neruda, Giorgio Caproni e tanti altri.

 

Lo spazio poetico
Immaginazione poetica e immaginazione letteraria
Attenzione e ammaestramento: la notte oscura
La vita spirituale delle parole
L’attimo e la rinuncia al tempo
L’io
La natura e la grazia
Il corpo e la grazia
Poesia senza soggetto
Poesia e canto
Altezza, intensità e timbro
Voce e narrazione: le bellezze ultime

Laboratorio
Comizi d’amore

Titolo del corso: Comizi d’amore: corso intensivo di scrittura poetica
Luogo: Fondazione Umanitaria, via Francesco Daverio 7 (ingresso via San Barnaba 48) – Milano
Orario: 10.45 – 16.45
Costo: 50 euro
Docente: Francesco Izzo

 

Per informazioni e prenotazioni potete contattare la nostra segreteria organizzativa all’indirizzo email: leofficinedelracconto@gmail.com.

Oppure contattare direttamente Francesco Izzo, direttore didattico e docente dei corsi, all’indirizzo email: corsidiscritturacreativa@gmail.com o al numero di telefono 3483235264 dalle 9 alle 13.

Corso di narrativa: scopri il pacchetto completo

Il corso di scrittura creativa online di narrativa è probabilmente quello che meglio di qualsiasi altro consente agli iscritti di conoscere la scrittura a trecentosessanta gradi, attraverso i generi e le forme letterarie più diverse, studiando le tecniche di scrittura attraverso l’opera dei grandi maestri e misurandosi, di volta in volta, con un tutor che esaminerà i vostri progressi e vi accompagnerà durante tutto il percorso.

Il corso di Narrativa si compone di tre livelli:

1 Livello base: costo 150 euro.

2 Livello intermedio: costo 150 euro.

3 Livello avanzato: costo 250 euro.

Per i più esigenti e determinati esiste la possibilità di acquistare l’intero pacchetto ad un prezzo vantaggiosissimo, a “soli” 300 euro. Praticamente un intero livello è in regalo.

Le lezioni vengono tutte spedite tramite posta elettronica al vostro indirizzo, dove potrete scaricarle e studiarle, e in seguito esercitarvi nei tempi e nei modi maggiormente consoni alle vostre abitudini di scrittura.

I corsi sono stati ideati e condotti da Francesco Izzo, editor, docente e writing coach.

Per informazioni e iscrizioni scrivete a leofficinedelracconto@gmail.com o anche direttamente al tutor corsidiscritturacreativa@gmail.com.

Le Officine del Racconto, 25 febbraio (Bologna) – Scrivere un romanzo autobiografico: livello base

La lezione di Bologna del 25 febbraio presso la Casa della Conoscenza illustrerà come sia possibile trasformare le proprie emozioni e il proprio vissuto in romanzo, quale sia il sistema per valutare la forza della propria storia dal punto di vista narrativo e il rapporto tra autobiografia e romanzo.

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Storia personale e narrazione
Il punto di vista narrativo in un’autobiografia
Il principio progettuale
Rapporto tra autobiografia e finzione letteraria
Il progetto narrativo: l’idea
Il progetto narrativo: dalla vita al romanzo
L’evoluzione delle idee: buoni e cattivi spunti (come riconoscerli)
L’organizzazione del lavoro: improvvisazione e metodo
L’architettura della storia
Definire l’azione del o dei personaggi
La voce e il punto di vista
Studi sul romanzo: “Il romanzo della nazione” di Maurizio Maggiani.

Scrivere un romanzo autobiografico
Il processo creativo
La fasi del lavoro, dall’idea iniziale alla prima stesura
Strumenti utili: schede di lavoro
Gli elementi esterni
Gli elementi interni
La finalizzazione
Come creare empatia in un romanzo autobiografico

Laboratorio
La premessa drammaturgica: scrivere la nostra storia

Titolo: SCRIVERE UN ROMANZO AUTOBIOGRAFICO: LIVELLO BASE
Luogo: Casalecchio delle Culture , “Spazio Formativo La Virgola” – via Porrettana 360 – 40033 Casalecchio di Reno (Bologna)
Durata: 10.30  – 16.30
Costo:  50 euro
Docente: Francesco Izzo

Per informazioni e prenotazioni potete contattare la nostra segreteria organizzativa all’indirizzo email: leofficinedelracconto@gmail.com.

Oppure contattare direttamente Francesco Izzo, direttore didattico e docente dei corsi, all’indirizzo email: corsidiscritturacreativa@gmail.com o al numero di telefono 3483235264.

I 5 libri da leggere ad agosto

Spesso attraverso questo blog o la pagina facebook “Il Mestiere di Scrivere”, che oggi conta più di 333.000 iscritti, ci vengono richiesti consigli di lettura, soprattutto nei mesi estivi quando il tempo è maggiore oppure per fare un regalo a un figlio o a una fidanzata. Ma come si fa a consigliare un libro a qualcuno che non si conosce? Se non partendo dalla presunzione che esistano cose belle per tutti e per tutti necessarie.

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Quindi, superando un certo scetticismo, eccovi i nostri consigli per agosto:

Eraldo Affinati, “L’uomo del futuro”, Mondadori editore: una viaggio nell’esistenza “breve e fulminante” di Don Lorenzo Milani che cerca di ricomporre l’eredità di questa grande figura spirituale ed intellettuale del Novecento italiano. Una tappa fondamentale della nostra storia ricostruita con straordinaria lucidità intellettuale e partecipazione. Fondamentale.

Maurizio Maggiani, “Il romanzo della Nazione”, Feltrinelli Editore: libro di commovente lirismo e partecipazione al grande movimento della storia attraverso gli occhi degli ultimi e degli umili, dei vari personaggi della famiglia dello stesso scrittore immersi dentro la grande vicenda della Nazione e il flusso della Storia, gente “che sognava mentre lavorava e quello che avrebbero fatto con il proprio lavoro era la loro utopia”. Struggente.

Orhan Pamuk, “Istanbul”, Einaudi Editore: una viaggio del Premio Nobel della letteratura nella sua città, vista dentro la sua innegabile ambiguità e seduzione, dentro le sue contraddizioni e le sue aspirazioni tra tradizione e modernità. Libro importantissimo e di straordinaria attualità. Suggestivo.

Stefan Zweig, “Balzac”, Castelvecchi Editore: per gli amanti della scrittura e delle biografie degli scrittori, questo libro rappresenta l’esempio più alto di questo genere. Da leggere come un romanzo, ricostruisce la vita del grande scrittore francese, padre del romanzo moderno, con partecipazione e furore documentaristico. Imperdibile.

David Foster Wallace, “Una cosa divertente che non farò mai più”, Minimum Fax: un capolavoro di comicità e scrittura, un vero dono del grande e rimpianto scrittore americano, attraverso un semplice reportage narrativo di una crociera extralusso ai Caraibi. Da morire dal ridere.

Le Officine del Racconto, 9 aprile (Roma) – A lezione con la scrittrice e giornalista Ritanna Armeni

Nel corso della lezione di Roma del 9 aprile, “Scrivere un romanzo: il processo creativo”, la scrittrice e giornalista Ritanna Armeni ci parlerà del processo di costruzione del suo libro “Di questo amore non si deve sapere”, una storia d’amore e di rivoluzione edito da Ponte alle Grazie.

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Donna attraente e appassionata, magnetica e vitale, pianista eccellente, poliglotta, rivoluzionaria, impegnata nella lotta per i diritti delle donne, sostenitrice del libero amore, madre di cinque figli e moglie di un ricchissimo industriale russo: è Inessa Armand, votata anima e corpo alla causa bolscevica. Anche se per molto tempo il regime sovietico ha fatto di tutto per tenerlo segreto, fu il grande amore di Lenin, oltre che la sua più fidata collaboratrice. Si conobbero a Parigi nel 1909, in un caffè dove si incontravano i rivoluzionari russi in esilio: il loro legame si nutriva dell’ardore politico, dell’ebbrezza di ideare e partecipare a un cambiamento storico epocale, ma anche di fascinazione, attrazione e tenerezza. Inessa è sepolta per volere di Lenin davanti alle mura del Cremlino vicino a John Reed, ma è stata cancellata dai libri di Storia. Il capo della Rivoluzione non poteva essere macchiato dalla meschinità di un adulterio borghese. Ritanna Armeni, che ha seguito le sue tracce nelle poche testimonianze e biografie esistenti e ha ripercorso i suoi passi in Europa, ci restituisce il ritratto fremente, dolce e indomabile di una donna che più che al passato sembra appartenere al nostro futuro: inquieta e non catalogabile, piena di contraddizioni eppure integra nelle sue passioni, capace di amare perché libera, rivoluzionaria nel privato e nel politico.

Charles Bukowski: perché ho amato “Chiedi alla polvere”

Ero giovane, saltavo i pasti, mi ubriacavo e mi sforzavo di diventare uno scrittore. Le mie letture andavo a farle alla biblioteca pubblica di Los Angeles,nel centro della città, ma niente di quello che leggevo aveva alcun rapporto con me, con le strade o con la gente che le percorreva. Mi sembrava che tutti giocassero con le parole e che i cosiddetti grandi scrittori non dicessero un accidenti di niente. Il loro stile era una mistura di sottigliezza, mestiere e forma e ciò che scrivevano veniva letto , appreso, assimilato e poi ritrasmesso a qualcun altro. Era un congegno funzionale, una “cultura della parola” assai scorrevole e prudente. Bisognava tornare agli scrittori russi precedenti alla rivoluzione per ritrovare il rischio e la passione.

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 C’erano delle eccezioni, ma erano così poche che le si esauriva in un attimo, per poi ritrovarsi a fissare file e file di libri di un’incredibile monotonia. A paragone degli scrittori del passato, i moderni non valevano gran che. Tirai giù dagli scaffali un libro dopo l’altro. Perché nessuno diceva niente? Perché nessuno gridava? Mi misi a cercare nelle altre sale della biblioteca . La sezione dei libri religiosi non era che un vasto acquitrino, almeno per me. Passai al reparto filosofia. Scovai un paio di tedeschi dall’animo amaro che mi tennero allegro per un po’, ma l’esperienza si esaurì ben presto. Provai con la matematica, ma era esattamente come la religione, mi scorreva sopra senza lasciar traccia. Ovunque cercassi, non trovavo niente che mi interessasse.

Mi rivolsi alla geologia e scoprii che era una materia curiosa, ma di scarso nutrimento. Trovai alcuni libri di chirurgia e ne fui incuriosito: la terminologia era del tutto nuova e le illustrazioni mi sembravano fantastiche. Apprezzai soprattutto l’operazione sul mesocolon, la cui tecnica finì per diventarmi familiare.
Poi abbandonai la chirurgia e tornai nella sala principale, che ospitava la narrativa. ( I giorni in cui non ero a corto di vino, non andavo mai in biblioteca. La biblioteca era il posto ideale per quando non avevo niente da mangiare o da bere, o la padrona di casa mi stava alle costole pere recuperare l’affitto arretrato. In biblioteca , almeno, c’erano i gabinetti. ) Ci ho visto una quantità di barboni, là dentro, per lo più addormentati sui loro libri. Continuavo ad aggirarmi per la sala grande, tirando giù un libro dopo l’altro, leggendo qualche riga, a volte qualche pagina, per poi rimetterli al loro posto. Poi, un giorno, ne presi uno e capii subito di essere arrivato in porto.

Rimasi fermo per un attimo a leggere, poi mi portai il libro al tavolo con l’aria di uno che ha trovato l’oro nell’immondezzaio cittadino. Le parole scorrevano con facilità, in un flusso ininterrotto. Ognuna aveva la sua energia ed era seguita da un ‘altra simile. La sostanza di ogni frase dava forma alla pagina e l’insieme risultava come scavato dentro di essa. Ecco, finalmente, uno scrittore che non aveva paura delle emozioni. Ironia e dolore erano intrecciati tra loro con straordinaria semplicità. Quando cominciai a leggere quel libro mi parve che mi fosse capitato un miracolo, grande e inatteso. Ero socio della biblioteca. Presi in prestito il libro e me lo portai in stanza, mi sdraia sul letto e ripresi a leggerlo, ma prima ancora di finirlo capii che l’autore era riuscito a elaborare un suo stile particolare .

Il libro “Ask the Dust” e l’autore era John Fante, che avrebbe esercitato un’influenza duratura su di me. Terminato “Ask the Dust” tornai in biblioteca in cerca di altri suoi libri. Ne trovai due: “Dago Red” e “Wait until Spring, Bandini”. Erano dello stesso tipo, scritti con le viscere e per le viscere, con il cuore e per il cuore.

Sì, Fante ha avuto una grande influenza su di me. Non molto tempo dopo averlo scoperto, mi misi a vivere con una donna. Beveva come una spugna , anche più di me,e assieme facevamo delle litigate feroci, durante le quali le gridavo: “Non chiamarmi figlio di puttana! Io sono Bandini, Arturo Bandini!”. Fante era il mio dio e io sapevo che gli déi vanno lasciati in pace, non si andava a bussare alla loro porta. E tuttavia mi piaceva immaginare la casa dove era vissuto, in “Angel’s Flight”, e illudermi che ci abitasse ancora. Ci passavo davanti quasi ogni giorno e mi chiedevo : è questa la finestra da cui è uscita Camilla? E’ quella la porta dell’albergo ? Quella la hall? Non l’ ho mai saputo. Ho riletto “Ask the Dust” quest’anno, trentanove anni dopo la prima volta, e ho dovuto riconoscere ce ha resistito al tempo, come tutte le altre opere di Fante. Questa ,però, resta la mia preferita perché è con essa che ho scoperto la magia. Fante ha scritto altri libri oltre “Dago Red” e “Wait until Spring”, Bandini, e i loro titoli sono “Full of Life” e “The Brotherhood of the Grape”. Attualmente sta lavorando al suo nuovo romanzo, “A Dream of Bunker Hill”. Per una serie di circostanze, quest’anno l’ho finalmente conosciuto.

Ma la storia di John Fante non è tutta qui. E’ la storia di un uomo fortunato e sfortunato in ugual misura , di un uomo di raro coraggio naturale. Un giorno qualcuno la racconterà , ma ho la sensazione che lui non voglia che lo faccia qui. Dirò solo che, nel suo caso, linguaggio e personalità coincidono: entrambi sono forti, buoni e caldi. E ora basta. Il libro è vostro.