Le Officine del Racconto – 11 maggio: scrivere l’amore

Fin dalla sua prima pulsazione la letteratura ha portato al centro di molte storie l’amore come forma di interazione tra i personaggi e, molto più spesso, come motore narrativo del racconto. Nelle forme di scrittura più intimista e privata, come nelle grandi narrazioni popolari, e talvolta commerciali, l’amore e i legami affettivi sono al centro dell’azione dei personaggi e ne determinano le trasformazioni. L’Officina di Roma dell’11 maggio si occuperà delle narrazioni sull’amore, a partire dai testi classici della letteratura ottocentesca, romantica e naturalistica, passando attraverso le varie fasi della letteratura rosa ed erotica, fino ai più recenti casi editoriali. Nel corso del laboratorio verranno affrontati i problemi tecnici inerenti la prima e seconda stesura di un testo.

614_10151285355947922_2086278953_nRaccontare l’amore
La caratterizzazione psicologica
Il corpo
I dialoghi nelle scene d’amore
Le ambientazioni
Il racconto erotico
Luoghi comuni ed errori da evitare
Amore e morte
La letteratura rosa
Gli elisir d’amore
L’amore e la scrittura autobiografica
Il linguaggio degli amanti
Raccontare il desiderio
Frammenti di un discorso amoroso: scegliere i temi

Laboratorio
Il luogo e la storia: l’amore in città

Bibliografia parziale della lezione
“L’amore ai tempi del colera” di Gabriel Garcia Marquez
“Un amore” di Dino Buzzati
“Tu mio” di Erri De Luca
“L’odore del sangue” di Goffredo Parise
“L’animale morente” di Philip Roth
“La fuggitiva” di Marcel Proust
“Aracoeli” di Elsa Morante
“Tre camere a Manhattan” di Georges Simenon
“Una casa alla fine del mondo” di Michael Cunningham
“Lolita” di Vladimir Nabokov
“Due” di Iréne Nemirovsky
“L’amante della Cina del Nord” di Marguerite Duras
“Fuochi” di Marguerite Yourcenar

Titolo:  SCRIVERE L’AMORE
Luogo:  Roma, Scuola di Città Giardino, via Cimone 150 – Zona Montesacro (Piazza Sempione)
Costo:  70 euro
Docente: Francesco Izzo

Per informazioni ed approfondimenti sulle modalità di partecipazione al laboratorio di scrittura creativa di Roma, potete mandare una email a corsidiscritturacreativa@gmail.com oppure telefonare al 3483235264.

Il Mestiere di Scrivere: i consigli di John Gardner

John Gardner (1933 – 1982) è stato uno scrittore e un insegnante di scrittura creativa per tutta la sua vita. . I suoi due libri sull’arte di scrivere narrativa, “Il mestiere dello scrittore” e “Diventare uno scrittore”, sono considerati dei classici. Pubblichiamo alcuni suoi consigli generali, che sono tutt’ora validi per chiunque voglia accingersi a scrivere o a intraprendere l’attività letteraria:

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1) Per fare lo scrittore è necessario un particolare profilo di personalità, particolarmente tollerante le frustrazioni. Il successo giunge, in genere, tardi, e l’aspirante scrittore non deve demoralizzarsi, mentre vede gli altri, magari meno brillanti di lui, salire nella scala sociale;

2) oltre questa imposizione ossessiva, questa ostinazione e capacità di sforzo, lo scrittore deve possedere: sensibilità verbale, precisione dell’occhio e la particolare intelligenza del narratore;

3) Tolstoj, Dostoevskij, Mann, Faulkner appartengono ad una superiore categoria di romanzieri: hanno il dono di rendere le osservazioni e i sentimenti precisi di un’ampia varietà di personaggi, e perfino di penetrare (come nel caso di Tolstoj) nell’anima degli animali;

4) se scrivere comporta potersi isolare in solitudine per creare, è molto importante mantenere anche i contatti con l’esterno e in particolare con altri scrittori o aspiranti scrittori;

5) per diventare eccellenti scrittori è meglio acquisire un’istruzione formale, la più ampia possibile, che spazi in discipline diverse, possibilmente anche scientifiche. Cognizioni approfondite di filosofia e psicologia possono, poi, rivelarsi utilissime per il lavoro di scrittura;

6) pur mantenendo una buona dose di diffidenza, è bene affidarsi a un editor che si stima. In genere si tratta di persone intelligenti, che hanno tutto l’interesse a pubblicare buoni libri;

7) non abbattersi oltre misura e perseverare, anche se il proprio lavoro viene respinto; meno che mai se l’editor propone consigli su come modificare alcune parti;

8) per evitarsi complicazioni, è bene rivolgersi a un agente letterario, che si preoccupi degli aspetti contrattuali ed economici della scrittura;

9) cercarsi un lavoro che lasci abbastanza tempo libero per scrivere; meglio ancora accettare di farsi mantenere;

10) quando si scrive narrativa, specialmente se ci si accinge ad un’ardua prova come la stesura di un romanzo, pianificare bene il lavoro, imporsi in qualche modo una scaletta, un’architettura. Altrimenti si rischia di produrre qualcosa di informe.

Haruki Murakami: l’arte di correre e il mestiere di scrivere

“L’arte di correre” è una riflessione sul talento, sulla creatività e più in generale sulla condizione umana; l’autoritratto di uno scrittore-maratoneta, di un uomo di straordinaria determinazione, di profonda consapevolezza – dei propri limiti come delle proprie capacità -, di maniacale autodisciplina nel sottoporre il proprio fisico al duro esercizio della corsa; e non da ultimo la sorpresa di scoprire che un autore celebrato per la potenza della sua fantasia sia in realtà una natura estremamente metodica, ordinata, agli antipodi dello stereotipo dell’artista tutto «genio e sregolatezza».

La corsa e la scrittura

«Scrivere un libro è un po’ come correre una maratona, la motivazione in sostanza è della stessa natura: uno stimolo interiore silenzioso e preciso, che non cerca conferma in un giudizio esterno».

Murakami descrive il rapporto tra corsa e scrittura non tanto in termini di ispirazione diretta quanto di complementarietà. Da un lato la corsa compensa la vita prettamente sedentaria dello scrittore, dall’altro ne condivide e rafforza alcuni elementi o valori personali, quali la disciplina, la regolarità e, in certa misura, l’isolamento dagli altri. Il correre appare quindi sia come una pratica salutistica, che controbilancia la inattività dello scrittore, sia come una disciplina mentale che rafforza il carattere e la determinazione necessari alla scrittura. La corsa inoltre, per il suo carattere di disciplina sportiva praticabile in solitudine ma in luoghi pubblici, appare particolarmente adatta a quella solitudine tra la folla propria dello scrittore.

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Da un punto di vista psicologico, per Murakami il correre e lo scrivere condividono la capacità di mantenere a lungo un ritmo costante, la forza di superare i momenti di difficoltà e l’abilità di finalizzare i chilometri percorsi ogni giorno, così come le righe scritte, a un progetto a lungo termine.
In entrambe queste attività il segreto, sostiene Murakami, è la capacità di mantenere costante la motivazione intrinseca, una spinta interiore non legata ai risultati ottenuti ma al senso di soddisfazione per il lavoro fatto.

«Ciò che penso, semplicemente, è che, una volta usciti dalla prima giovinezza, nella vita è necessario stabilire delle priorità. Una sorta di graduatoria che permetta di distribuire al meglio tempo ed energia. Se entro una certa età non si definisce in maniera chiara questa scala dei valori, l’esistenza finisce col perdere il suo punto focale, e di conseguenza anche le sfumature. A me non interessava avere tanti amici in carne ed ossa, privilegiavo il bisogno di condurre una vita tranquilla in cui potermi concentrare nella scrittura.

Perché per me le relazioni umane veramente importanti, più che con persone specifiche, erano quelle che avrei costruito con i miei lettori. Se dopo aver posato le fondamenta della mia vita ed essermi creato un ambiente favorevole al mio lavoro, avessi scritto delle opere di un certo valore, un gran numero di persone le avrebbe accolte con gioia. E dar loro questa gioia non era forse per me, in quanto scrittore professionista, il primo dovere? Ancor oggi non ho cambiato opinione in proposito. I lettori non li posso vedere in faccia, e in un certo senso la relazione con loro è soltanto concettuale, tuttavia per me quell’invisibile relazione «concettuale» è qualcosa della massima importanza, e con questa convinzione ho vissuto finora»

Haruki Murakami, “L’arte di correre”, Einaudi.

Le Officine del Racconto – 21 aprile: scrivere un racconto

«C’è chi dice che il racconto sia una delle forme letterarie più difficili, e io mi sono sempre chiesta il perché di questa convinzione, visto che a me pare uno dei modi più spontanei e fondamentali dell’espressione umana».  Questa affermazione della scrittrice americana Flannery O’Connor mette in evidenza due aspetti fondamentali dell’arte narrativa: da un lato la spontaneità della forma, dall’altro la difficoltà di raggiungere la semplicità e di colpire il lettore con uno strumento così sintetico ed essenziale. L’Officina di Roma del 21 aprile affronterà tutte le questioni più spinose dell’arte di scrivere racconti, attraverso l’analisi dettagliata dei testi dei grandi maestri di questo genere letterario e l’illustrazione di una serie di regole da tener presente nella costruzione dei propri racconti.

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Gli elementi strutturali del racconto
Forma e natura del racconto
La costruzione del personaggio nel racconto
Le ambientazioni
Analisi della novella “La casa Tellier” di Guy de Maupassant
Analisi di “Cattedrale” di Raymond Carver
Analisi de “Il campo di grano” di Cesare Pavese
Analisi de “La signora col cagnolino” di Anton Cechov
Analisi di “Fatalità” di Alice Munro

Dall’idea al racconto
Trovare l’idea iniziale
Il germe del racconto: la prima lavorazione
Creare una mappa del racconto
I problemi nella prima stesura
I principi tecnici della revisione
Dalla prima alla seconda stesura

Il metodo di Raymond Carver
Il metodo di Ernest Hemingway

Bibliografia parziale del corso
“Cattedrale” di Raymond Carver
“Tutti i racconti” di Ernest Hemingway
“Racconti” di Cesare Pavese
“Ultimo viene il corvo” di Italo Calvino
“Il vecchio e il mare” di Ernest Hemingway
“La signora col cagnolino” di Anton Cechov
“Le notti bianche” di Fëdor Dostoevskij
“In fuga” di Alice Murno
“Finzioni” di Jorge Luis Borges
“Il messaggio dell’imperatore” di Franz Kafka
“Come scrivo racconti” di W. Somerset Maugham
“Natura e scopo della narrativa” di Flannery O’Connor
“Gente di Dublino” di James Joyce

Titolo:  SCRIVERE UN RACCONTO
Luogo:  Roma, Scuola di Città Giardino, via Cimone 150 – Zona Montesacro (Piazza Sempione)
Costo:  70 euro
Docente: Francesco Izzo

Per informazioni e approfondimenti sulle modalità di partecipazione al laboratorio di scrittura creativa di Roma potete mandare una email a corsidiscritturacreativa@gmail.com oppure telefonare al numero 3483235264.

Premio letterario “Racconti on the road”: scrivere il viaggio

L’ANAS S.p.A., in collaborazione con la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (CNI) e la scuola di scrittura creativa “Le Officine del Racconto”, lancia il premio letterario “Racconti ON THE ROAD”.

Il premio è aperto a studenti e autori esordienti che vogliano proporre un loro  racconto di massimo 15 cartelle sul tema del viaggio e sullo sfondo di una strada, intesa come luogo della fuga, dell’astrazione, della nascita o morte di amori, di  conflitti con se stessi o con altri.

Jack Kerouac autore del capolavoro "Sulla strada"

Jack Kerouac autore del capolavoro “Sulla strada”

Il termine ultimo per la presentazione dei racconti candidati è alla mezzanotte del 31 Agosto 2013.

Premi
ANAS non distribuisce premi in denaro, ma premi in natura, una “natura” coerente con le inclinazioni dei candidati: strumenti tecnologici per la scrittura e la lettura, corsi di scrittura, pubblicazione dell’opera. L’autore del racconto prescelto come vincitore per ciascuna categoria riceverà un computer e un lettore di e-book, l’autore del secondo un tablet e l’autore del terzo un lettore di e-book. I primi tre vincitori di ogni categoria, inoltre, verranno invitati a Roma, alla cerimonia di premiazione, ospiti di ANAS S.p.A.. Altri premi saranno dieci iscrizioni gratuite ai corsi-base on-line di scrittura creativa de “Le Officine del Racconto”. Infine, i primi 30 autori riceveranno ciascuno 3 copie del volume che raccoglierà i primi 30 racconti selezionati dalla giuria e pubblicati dalla casa editrice.  ANAS si riserva il diritto di aggiungere altri premi.

Giuria
La Giuria del concorso “Racconti ON THE ROAD” è composta da autorevoli  rappresentanti del mondo della cultura e delle istituzioni. Il loro lavoro è supportato da un comitato di lettori che ha il compito di selezionare le candidature migliori e presentarle alla giuria.

Pier Luigi Battista, scrittore e editorialista de il “Corriere della Sera”
Ginevra Bompiani, editore
Pietro Ciucci, Amministratore Unico di Anas S.p.A.
Francesco Izzo, direttore della scuola di scrittura creativa “Le Officine del Racconto”
Beatrice Alfonzetti, Professore Ordinario di Letteratura Italiana all’Università “La Sapienza” di Roma
Clara Sereni, scrittrice
Cristina Palomba, editor della casa editrice “Ponte alle Grazie”
Giovanni Puglisi, Presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO
Marino Sinibaldi, critico letterario e direttore di RAI-radio 3

Regolamento
Tutte le informazioni relative ai criteri di valutazione e alle modalità di partecipazione sono consultabili nel Regolamento Racconti On the Road.

Per ulteriori informazioni inviate una emai a corsidiscritturacreativa@gmail.com, oppure fate riferimento alla pagina Facebook di “Racconti on the road“.