Orhan Pamuk: i romanzi sono seconde vite

I romanzi sono seconde vite. Al pari dei sogni di cui parla il poeta francese Gérard de Nerval, rivelano i colori e la complessità della nostra e sono pieni di gente, facce oggetti che ci sembra di riconoscere. In tali occasioni ci sembra che quel mondo fittizio e godibile sia molto più reale di quello che viviamo […] desideriamo che il romanzo non finisca e speriamo che quella seconda vita continui a evocare in noi un solido senso di realtà e autenticità. Malgrado ciò che sappiamo della fiction, se un’opera di narrativa non alimenta l’illusione che si tratti di vita reale, proviamo disagio e irritazione.

L’arte del romanzo – perciò – si affida alla nostra capacità di credere simultaneamente a stati contraddittori […]. Il lettore ha l’impressione di trovarsi non tra le parole di un romanzo, bensì in piedi davanti a un quadro. Qui, la cura dello scrittore per il dettaglio visivo, e l’abilità del lettore nel visualizzare le parole trasformandole in un vasto paesaggio, sono decisive. Leggiamo anche romanzi che non si svolgono nel paesaggio, su campi di battaglia o nella natura, e sono inventati in una stanza, in atmosfere interiori soffocanti – La metamorfosi di Kafka è un buon esempio. Leggiamo queste storie come se stessimo osservando un paesaggio e, trasformandolo con l’occhio della mente in un quadro, ci abituiamo all’atmosfera della scena, ce ne lasciamo influenzare, anzi la esploriamo.

 

Il vero piacere di leggere un romanzo inizia con la capacità di vedere il mondo non dall’esterno ma con gli occhi dei personaggi che in quel mondo vivono. Leggendo un romanzo, oscilliamo tra ampia visione a attimi fuggevoli, fra pensieri generali e fatti specifici, a una velocità che nessun altro genere letterario è in grado di offrire. Mentre fissiamo un dipinto di paesaggio da lontano, ci troviamo all’improvviso tra i pensieri dell’individuo nel paesaggio e nelle sue sfumature d’umore. Ciò somiglia al modo in cui, nei dipinti di paesaggio cinesi, contempliamo una piccola figura umana sullo sfondo di fiumi, dirupi e alberi con miriadi di foglie: ci concentriamo su quella figura, poi cerchiamo di immaginare il paesaggio circostante attraverso i suoi occhi.

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Le Officine del Racconto: laboratorio di scrittura creativa “Come si scrive un giallo – dalla teoria alla pratica”

Il “giallo” è una delle più diffuse narrazioni popolari, un genere letterario che non conosce crisi e che, col passar del tempo, si rinnova sempre di più all’interno di forme nuove e avvincenti. Nella prossima Officina del 9 giugno saranno di scena il giallo e il romanzo poliziesco: verranno illustrate le tecniche per costruire personaggi e trame avvincenti e indicati quali strumenti utilizzare per rendere le storie ricche di suspense e mistero. Nel corso del laboratorio sarà anche sviluppata una simulazione collettiva per la creazione di una trama da romanzo giallo. Inoltre, verranno condotte analisi dettagliate dei testi di alcuni maestri di questo genere, tra i quali Agatha Christie, Arthur Conan Doyle, Raymond Chandler, Georges Simenon, Andrea Camilleri, Patricia Cornwell, Manuel Vasquez Montalbán e Stieg Larsson.

Questo il programma e i testi della giornata del laboratorio dal titolo: “Come si scrive un giallo”:

Il romanzo giallo: dall’idea alla trama
Che cos’è il giallo: una premessa storica
Le forme del giallo: giallo deduttivo (classico), poliziesco e noir
Dove e come trovare le idee per la trama
Presentare il personaggio
Il delitto è servito: la scena del crimine (scrivere le ambientazioni in un romanzo giallo)
Gli indizi e le false piste
Gli strumenti del delitto
Dall’idea allo sviluppo della trama
Il punto di vista della storia
Prima di cominciare: le scrittura della scaletta (fine della prima fase di scrittura)

Laboratorio di scrittura (1): dalla teoria alla pratica, iniziamo a lavorare al nostro progetto.

Bibliografia:
“Assassinio sull’Orient Express” di Agatha Christie
“Il grande sonno” di Raymond Chandler
“L’affare Picpus” di Georges Simenon
“Le terme” di Manuel Vasquez Montalbán
“Traditori di tutti” di Giorgio Scerbanenco
“Il banchiere assassinato” di Augusto De Angelis
“Postmortem” di Patricia Cornwell

Il romanzo giallo: dallo sviluppo alla prima stesura
Costruire un delitto
Costruire un’indagine
Lavorare sulle paure e sulla vulnerabilità psicologica dei lettori
La prima pagina
Sviluppare la tensione: i colpi di scena nel giallo
Sviluppare la suspense: le epifanie e le rivelazioni
Le linee dell’azione in un giallo: lo sviluppo della trama
La prima stesura: problemi e intoppi
Dalla prima alla seconda stesura

Laboratorio di scrittura (2): componiamo la scaletta del romanzo, scena per scena

Bibliografia
“Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie
“La forma dell’acqua” di Andrea Camilleri
“Dopo lunga e penosa malattia” di Andrea Vitali
“Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson
“Casino totale” di Jean-Claude Izzo
“L’assassino” di Georges Simenon
“American Tabloid” di James Ellroy
“Il silenzio degli innocenti” di Thomas Harris
La filmografia di Alfred Hitchcock

Per informazioni e approfondimenti sulle modalità di partecipazione al laboratorio di scrittura creativa di Roma potete mandare una email a corsidiscritturacreativa@gmail.com oppure telefonare al numero 348 3235264.