Joseph Conrad: fratello che guardi il mondo

È proprio vero quanto affermava Calvino che un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. Tanto vero in alcuni casi, da farci apparire spesso gli scrittori, e più in generale gli artisti, come dei visionari, capaci di farci intravedere, attraverso i secoli, forme e colori del passato che abitano anche il nostro presente. In questo brano, tratto da “Lord Jim” di Joseph Conrad, non ci sembra forse di rivivere ed assistere a uno dei tanti “viaggi della speranza” che portano uomini e donne sulle sponde dei nostri mari?

Attraverso anni e anni, ci sembra di rivivere quella stessa esperienza, guardare negli occhi quella stessa speranza, e trovarci a pensare che ogni vita, anche del passato, altro non è che la ripetizione di questa.

«Salirono da tre passerelle, salirono come una fiumana sospinta dalla fede e dalla speranza del paradiso, salirono con uno scalpiccio soffice e continuo di piedi scalzi, senza una parola, senza un sospiro, senza nemmeno voltarsi indietro; e quando non furono più trattenuti e incanalati dai corrimano di legno, sciamarono in tutte le direzioni sul ponte, fluirono a poppa e a prora, si ingolfarono nelle gole buie dei boccaporti, riempirono gli interni recessi della nave, come l’acqua quando scende nelle cisterne, come l’acqua che filtra nei crepacci e nei canali di scolo, come l’acqua che giunge silenzioso fino all’orlo di un abisso.

Erano ottocento tra uomini e donne, e si erano radunati lì, con il loro carico di fede e di speranza, di affetti e di ricordi, venendo dal Nord e dal Sud e dai più lontani recessi dell’Est, dopo aver camminato per settimane e mesi lungo i sentieri della giungla, dopo aver disceso fiumi, costeggiato in praus i bassifondi del mare d’Oriente, dopo essere passati a bordo di piccole canoe da un’isola all’altra, attraverso mille sofferenze, lungo paesi stranieri, in preda ad oscuri timori, sospinti da un desiderio unico.

Venivano da solitarie capanne sperdute in zone selvagge, da popolosi campong, da villaggi sulle rive del mare. Cedendo alla suggestioni di un’idea, avevano abbandonato le loro foreste, le loro campagne, la protezione dei loro governanti, la loro ricchezza, la loro povertà, i luoghi della loro giovinezza, le tombe dei loro padri.

Arrivavano coperti di polvere, di sudore, di sudiciume, di stracci, gli uomini forti e vigorosi alla testa di ciascun gruppo familiare, i vecchi cadenti che si trascinavano senza alcuna speranza di ritorno. E vi erano ragazzetti dagli occhi sfrontati e dallo sguardo curioso, timide fanciulle dagli ispidi capelli lunghi, donne spaurite imbacuccate dalla testa ai piedi che si stringevano al seno bimbi addormentati, avvolti in un lembo cadente del velo, inconsci pellegrini di una fede inesorabile».

Joseph Conrad, “Lord Jim”.

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