Scrivere come Charles Dickens: personaggi in conflitto

Quando era professore al Wellesley College e alla Cornell University, Vladimir Nabokov tenne alcune lezioni su Dickens durante le quali invitata i suoi studenti a leggere lo scrittore inglese con lo stesso ossequio che si riserva a un santo e a «scaldarsi alla sua luce». Perché mai Nabokov, uno sei maestri della prosa contemporanea, ammirava tanto Dickens? Che cosa c’è in Dickens che ha portato i lettori a gremire le strade per aspettare la nave che avrebbe portato le puntate dei suoi racconti in America? E, soprattutto, cosa può insegnarci sull’arte di scrivere? Nessun autore dai tempi di Shakespeare è stato capace di creare un tale ventaglio di personaggi, così sorprendenti nella loro varietà e così coinvolgenti nelle loro diverse interpretazioni dei comportamenti umani.

Personaggi in conflitto

Quando l’anima della vostra storia sono i personaggi, gli altri non vedono l’ora di leggervi. Ogni romanzo di Dickens è centrato sul personaggio e sono questi (pensate a Scrooge, Pip e Uriah Heep) che la gente ricorda di più. Se oggi chiamate qualcuno “Scrooge”, tutti capiscono a cosa volete riferirvi.

È vero che Dickens pensava alle linee generali della trama con mesi di anticipo per via della pubblicazione seriale, ma era soprattutto un caricaturista (con un gran senso della trama, senza dubbio), sempre alla ricerca di nuovi modi per aggiungere particolari ai suoi ritratti. E i suoi personaggi, seppure certamente eredità di un’immaginazione fervida e stravagante, affondano le radici nella realtà, nella terra e nel fango del suo tempo.

Volete conoscere la tecnica per creare personaggi realistici come quelli di Dickens, soprattutto alla luce del fatto che i lettori non staranno lì a leggersi paragrafi o lunghi passi di descrizioni? Parafrasando Emanuel Lasker, uno dei migliori giocatori di scacchi del mondo, potremmo dire: «quando pensi di aver trovato una buona descrizione, cercane una migliore». Non vi accontentate della normalità, forzate la vostra immaginazione oltre i suoi limiti e, soprattutto, abbiate senso dell’umorismo, dell’assurdo e della satira. Prendete in giro le vostre ‘creature’, date loro nomi buffi e ironici, descrivetele in maniera fantasiosa. Ai vostri lettori piacerà far parte del gioco con voi. Dice Dickens descrivendo Mr. Tulkinghorn, l’avvocato di Sir Leicester:

Appartiene a quella che si dice la vecchia scuola – una frase che in genere significa una scuola   che pare non sia mai stata giovane – e porta le brache legate al ginocchio da nastri, o ghette o calze[…]Una caratteristica del suo vestito nero e delle calze nere, siano di seta o lana, è che sono sempre opache. Muto, chiuso, incapace di riflettere un raggio di luce, il suo abito è come lui. Egli non parla mai se non è consultato professionalmente.

Dickens inizia dipingendo un tetro ritratto di Mr. Tulkinghorn, ma non si ferma affatto qui. La strategia successiva consiste nel relegare la sua pedina, cesellata con cura, in un angolo stretto della scacchiera, nel metterla in condizioni difficili. Questa è la chiave di tutto le sue scene, e questo è il problema da risolvere, se volete che la vostra storia funzioni. Più avanti infatti, nel quarantunesimo capitolo, Mr. Tulkinghorn entrerà in conflitto con Lady Dedlock e la minaccerà di rilevare il suo segreto al marito.

Anche il litigio tra Dombey e sua moglie Edith, nel quarantesimo capitolo di “Dombey e figlio” (1884), è un perfetto esempio di conflitto. L’autore lo descrive nei dettagli più cruciali, e ci rivela i pensieri dei protagonisti per mostrare come Dombey fraintenda completamente la moglie. Pensa che la moglie abbia soggezione di lui, mentre in realtà sta tenendo a freno la lingua per proteggere la figlia, Florence:

Essa abbassò su di lui uno sguardo fermo e cercò di dominare il tremito delle labbra. Lui notò che il seno le palpitava, la vide arrossire e poi sbiancare in volto. Tutto questo era sotto i suoi occhi, e lo vide; ma non poteva sapere che nell’intimo del suo cuore lei si ripeteva una parola, per calmarsi, e che quella parola era: Florence.

Rivelandoci un segreto interiore, Dickens rende il conflitto ancora più interessante. Impadronirsi di questa tecnica non è poi così difficile. Essa è formata essenzialmente da due componenti: la prima riguarda la costruzione dei personaggi attraverso la satira, la descrizione dell’aspetto fisico ed altre osservazioni. Potete creare dei personaggi che siano caldi o freddi, neri o bianchi, giovani o vecchi, purché facciate attenzione alla lunghezza delle descrizione e vi manteniate brevi. Bisogna studiare Dickens, ma bisogna anche considerare che le vostre descrizioni saranno indirizzate a un pubblico moderno. Il secondo passo per creare un conflitto consiste nel mettere in contrapposizione i personaggi principali in uno scontro fisico, verbale e mentale. Ricordate che Dickens lascia sempre qualche conflitto nascosto e latente sotto la superficie, come nella lite tra Edith e Dombey o nel subdolo Tulkinghorn, che sta addosso a Lady Dedlock cercando di carpirne i segreti. Questi conflitti in sordina possono esplodere poi sottoforma di giochi di artificio verbali, cioè in quel genere di conflitto aperto che tanto piace ai lettori.

William Cane, Write Like the Masters, Ohio 2009 (Da “Scrivere come i grandi”, Dino Crocetti Editore.

William Cane è stato professore di inglese al Boston College per quindici anni e ha collaborato con numerose riviste e periodici nordamericani.

Dall’unità didattica: elementi per la costruzione del personaggio (Corsi di scrittura creativa on line).

 

 

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