Mario Vargas Llosa: il mondo senza letteratura

“Un’umanità senza romanzi, non contaminata di letteratura, somiglierebbe molto a una comunità di balbuzienti e di afasici, tormentata da terribili problemi di comunicazione causati da un linguaggio grossolano e rudimentale. Questo vale anche per gli individui, ovviamente.  Una persona che non legge, o legge poco, o legge soltanto spazzatura, può parlare molto ma dirà sempre poche cose, perché per esprimersi dispone di un repertorio di vocaboli ridotto e inadeguato. Non è un limite soltanto verbale; è, allo stesso tempo, un limite intellettuale e dell’orizzonte immaginativo, un’indigenza di pensieri e di conoscenze, perché le idee, i concetti, mediante i quali ci appropriamo della realtà esistente e dei segreti della nostra condizione, non esistono dissociati dalle parole attraverso cui li riconosce e li definisce la coscienza. S’impara a parlare con precisione, con profondità, con rigore e con acutezza, grazie alla buona letteratura, e soltanto grazie a questa.

Lo scrittore Mario Vargas Llosa

Parlare bene, disporre di un linguaggio, ricco e vario, trovare l’espressione esatta per ogni idea o emozione che si voglia comunicare, significa essere preparati meglio per pensare, insegnare, imparare, dialogare e, anche, per fantasticare, sognare sentire ed emozionarsi.

La letteratura non dice nulla agli esseri soddisfatti del loro destino, pienamente appagati dalla vita così come la vivono. La letteratura è alimento per gli animi indocili e propagatrice di disaccordo, un rifugio per chi ha troppo o troppo poco nella vita, nel quale poter non essere infelice, dove non sentirsi incompleto, irrealizzato nelle proprie aspirazioni.

Un'illustrazione di Gustave Doré per il "Don Chisciotte"

Andare a cavalcare insieme allo smorto Ronzinante e al suo scapestrato cavaliere per le terre della Mancia, percorrere i mari alla ricerca della balena bianca con il capitano Achab, prendere l’arsenico con Emma Bovary e trasformarsi in insetto con Gregor Samsa, è un modo astuto che abbiamo inventato per alleggerire noi stessi dalle offese e dalle imposizioni di quella vita ingiusta che ci costringe ad essere sempre gli stessi mentre vorremmo essere molti, quanti ne occorrerebbero per gli soddisfare gli incandescenti desideri da cui siamo posseduti.

Una immagine tratta dal film "Moby Dick" di John Houston

Il migliore contributo della letteratura al progresso umano: ricordarci che il mondo è fatto male, che mentono quelli che sostengono il contrario – ad esempio, i poteri che lo governano – e che potrebbe essere migliore, più vicino ai mondi che la nostra immaginazione e la nostra parola sono capaci di inventare”.

Mario Vargas Llosa, “È pensabile il mondo moderno senza romanzo?”, Einaudi, Torino, 2001.

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