Scrivere è aumentarsi

Scrivere è un percorso di radicale cambiamento dove scoprirete cose nuove di voi e degli altri. Costruirete nuovi mondi e parole che, una dietro l’altra, daranno senso e sostanza al vostro. Ma vostri sono i materiali che utilizzerete e vostre le scelte.

Una foto di Arno Rafael Minkkinen

“La vostra storia personale, i vostri incontri, le circostanze della vostra vita. La scelta di ogni singolo giorno e di ogni singolo momento sarà una strada contorta, ma costellata di indicazioni chiare costituite da fatti, immagini e strumenti utili per creare. Siete invitati a un processo che vi aiuta a sviluppare le vostre capacità. Il contenuto spetta a voi. Sarete costantemente sollecitati a viaggiare dentro voi stessi e nei vari spazi tridimensionali che la pagina vi offre, a partecipare all’interazione tra realtà interiore e realtà esteriore.

[…] Scrivere significa essere o diventare un promotore, un iniziatore, l’autore di un ampliamento del mondo e di noi stessi” (Nicki Jackowska).

L’invito a questo viaggio è, nel migliore dei casi, un appuntamento irrinunciabile , che va preso come va presa la vita: con cura, rispetto e devozione.

Essere tuttuno con la propria scrittura e le proprie storie è davvero un ampliamento della vostra vita, e scrivere un’azione di costante scoperta e di messa al mondo di tutto ciò che non è stato ancora detto e concepito.

Vi sembra poco?

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Le storie che ci scelgono: Raymond Carver

“Erano già diversi giorni che andavo in giro con queste parole in testa: ‘stava passando l’aspirapolvere quando squillò il telefono’. Sentivo che dietro quella frase c’era una storia che voleva essere raccontata. Me lo sentivo nelle ossa che insieme a quell’inizio ci doveva andare una storia, bastava che trovassi il tempo per scriverla.

Un ritratto di Raymond Carver

Il tempo lo trovai, un giorno intero – dodici, quindici ore, addirittura – bastava che volessi metterlo a frutto. E così fu, una mattina mi sono seduto e ho scritto la prima frase e subito le altre frasi hanno cominciato ad attaccarsi a quella. Ho composto la storia come avrei composto una poesia; una riga dietro l’altra e poi un’altra e poi un’altra ancora. Dopo un po’ ho incominciato a intravedere la storia e sapevo che quella era la ‘mia’ storia, proprio quella che avevo voluto scrivere”.

Raymond Carver

Scrivere nel buio

Per scrivere bisogna entrare in stanze buie, staccarsi dal mondo e conseguire quell’isolamento che da la forza mentale ed emotiva  di lottare con i demoni della scrittura e dei nostri limiti.

Scrivere è un atto volontario e arbitrario che ci spinge a scontrarci, lottare, sfidare noi stessi e gli altri, per trasformare in parole il pulsare della vita, dalle manifestazioni più insignificanti dello scorrere della quotidianità, all’intensa esperienza dell’ emozione dell’amare, del soffrire, dell’accrescimento che ci lega gli uni agli altri, al totale isolamento di quando ci si sente perduti.

Per creare questo mondo fatto di parole e scalfire la pietra dura della vita, occorre essere disposti a portare cicatrici, passare delle ore nelle stanze buie della nostra mente, correre il rischio di scivolare sulle parole, di sbagliare e poi sbagliare ancora, e rialzarsi, riprendere la lotta per sfidare il senso ultimo delle cose che entra nella vita, e trema del suo stesso suono.

E’ nostro compito di scrittori violare quel silenzio, strappare quelle parole che restano dentro di noi assopite, che vivono nascoste nell’animo di ognuno di noi e farle diventare un mondo nel quale potersi specchiare e riconoscersi.

Scrivere è tirare fuori dal buio questa luce che illumini con nuove parole il silenzio delle cose che accadono e della vita che passa.

E’ nel buio che i libri si scrivono, e quel buio è l’unica stanza che aspetta uno scrittore.

Siete disposti ad entrarci?

Il personaggio: desiderio e conflitto

In qualsiasi storia, sia essa raccontata in un romanzo o in un film, il protagonista agisce spinto dal desiderio. Ha sempre, consapevolmente o inconsapevolmente, un obiettivo da raggiungere, qualcosa per cui vale la pena di lottare e che possa trasformare il senso profondo della sua esistenza.

Gli ostacoli che incontra nel raggiungimento dei suoi obiettivi e nel soddisfacimento dei suoi desideri generano un conflitto, le difficoltà che incontra e il modo di superare tali ostacoli generano la trama della romanzo.

Questo schema, o se vogliamo questi ‘archetipi’, sono presenti in ogni forma di narrazione, dalla romanzo classico dell’Ottocento fino alle forme moderne di narrativa cinematografica.

Per dirla sinteticamente una trama è costituita dai seguenti 5 elementi:

  1. Un personaggio desidera qualcosa
  2. Ma sulla sua strada si presentano diversi ostacoli
  3. Quel personaggio quindi ha un conflitto
  4. Se l’ostacolo è rappresentato dalla condizione sociale/economica o da un altro personaggio della storia allora il conflitto è esterno
  5. Se l’ostacolo è nel personaggio stesso, se sono generati dai suoi dubbi, dalla sua natura psicologica,  allora il conflitto è interno

Una volta che l’autore ha posto il suo personaggio in conflitto, il passo successivo riguarda il personaggio che si mette all’opera per risolverlo, ovvero per superare l’ostacolo e ottenere quello che desidera.

Questo avviene sempre in molti grandi romanzi della letteratura mondiale. Basti pensare al capolavoro “Il grande Gatsby” di F. Scott Fitzgerald. Il protagonista di questo romanzo desidera realizzare il sogno impossibile di rivivere il grande amore della sua vita, ma incontrerà sul suo cammino gli ostacoli di una società corrotta e del tempo che passa inesorabilmente.

Sono proprio gli ostacoli e conflitti interiori ed esterni che incontrerà sul suo cammino Jay Gatsby a determinare l’evoluzione di questa storia e il nostro grado di empatia con essa.